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Le ultime novità

Eventi

27/08/2026

SwimRun

SWIMRUN. DUE DISCIPLINE, UN SOLO FLUSSO. Lo SwimRun nasce in Svezia, nei primi anni 2000, da una sfida tra due squadre sulle isole dell'arcipelago di Stoccolma. Da allora si è trasformato in una disciplina internazionale che oggi è riconosciuta dalla FITRI e sta crescendo rapidamente anche in Italia, conquistando sempre più appassionati di sport di endurance. La nostra prima esperienza è stata allo SwimRun Sprint del Lago Trasimeno in una calda giornata di Agosto, una gara tanto spettacolare quanto impegnativa. Tre giri consecutivi senza mai fermarsi: 🏊 circa 750 metri di nuoto in acque libere; 🏃 2,5 km di corsa, con la salita fino al Castello del Trasimeno e la successiva discesa. Il tutto da ripetere per tre volte. La particolarità dello SwimRun è che non esistono zone cambio. Quello che indossi alla partenza arriva con te fino al traguardo. Si nuota con pull buoy e palette, poi si corre con la stessa attrezzatura. Cuffia, occhialini, palette e pull buoy diventano parte integrante della gara. All'inizio sembra un disagio, poi capisci che è proprio questa la sua essenza: imparare ad adattarsi continuamente senza mai interrompere il ritmo. Un capitolo a parte lo meritano gli amici con cui ho condiviso questa esperienza. Mattia Bonelli (S3) ha chiuso in 1h30'. È uno dei miei atleti di punta, con cui condivido gare di HYROX, allenamenti ad alta intensità in palestra e tanti chilometri costruiti insieme. Arriva da anni di nuoto agonistico e questo, nello SwimRun, rappresenta un vantaggio enorme. L'acquaticità, la tecnica e la sicurezza in acqua sono qualità che si costruiscono in anni di allenamento e che in questa disciplina fanno davvero la differenza. Sono convinto che, se potesse dedicare più tempo a preparare lo SwimRun, avrebbe tutte le qualità per diventare uno dei protagonisti di questa disciplina. Chissà se questa prima esperienza gli avrà acceso quella scintilla. Lo scopriremo nella prossima stagione. Giovanni Canapini (M5) ha concluso in 1h31'. Per me resta uno degli Ironman più forti che abbia mai conosciuto ancora in attività. Ha un bagaglio tecnico nel nuoto impressionante e un motore fuori dal comune. Nonostante i piccoli acciacchi che ogni atleta si porta dietro con il passare degli anni, quando indossa un pettorale si trasforma e diventa un autentico animale da gara. È uno di quegli atleti che, indipendentemente dal risultato, trasmettono esperienza e passione semplicemente osservandoli gareggiare. Io, categoria M2, ho chiuso in 1h46', con la consapevolezza che il nuoto è ancora il settore in cui ho il maggiore margine di crescita. Ed è proprio questo il bello dello sport: ogni gara ti restituisce qualcosa e ti indica con chiarezza dove puoi migliorare. Ma la scena che porterò dentro più di tutte è stata l'arrivo di Massimo Cecchi (M8), uno di quegli atleti che rappresentano la storia del triathlon italiano. Ha concluso la gara in poco più di 2 ore e 20 minuti, ma il cronometro, in quel momento, non aveva alcuna importanza. Contava la voglia di esserci, di mettersi ancora in gioco e di tagliare quel traguardo con il sorriso. Per questo lo abbiamo accolto con un applauso spontaneo e lunghissimo. Se lo meritava davvero. Per molti lo SwimRun potrebbe anche rappresentare il primo passo verso il triathlon. Per altri è una multidisciplina intensa, coinvolgente e anche più accessibile: per iniziare non serve una bicicletta, ma bastano un paio di scarpe, un body, un pull buoy, occhialini e un paio di palette. Attenzione però: non bisogna pensare che basti saper correre e saper nuotare. Nello SwimRun nuoto e corsa non si allenano separatamente. Le due discipline si fondono in un unico sistema allenante, dove bisogna imparare a passare continuamente dall'acqua alla corsa, gestendo respirazione, ritmo, tecnica e fatica. È una disciplina che ti costringe ad adattarti continuamente e proprio in questa continua ricerca dell'equilibrio risiede il suo fascino. Un ringraziamento speciale va alla Vis Cortona e al presidente Franco, che hanno creduto nello SwimRun e hanno avuto il coraggio di organizzare questa prima formula promozionale. Tutte le discipline, prima di diventare grandi, hanno bisogno di qualcuno che ci creda e faccia il primo passo. Sono convinto che questa manifestazione abbia un enorme potenziale e che già dalla prossima edizione possa crescere sotto ogni aspetto: più partecipanti, più sponsor, un pacco gara ancora più ricco e premi dedicati non solo agli assoluti, ma anche ai vincitori delle singole categorie. Perché ogni grande evento nasce così: con pochi pionieri, tanta passione e la voglia di costruire qualcosa che, anno dopo anno, possa coinvolgere sempre più atleti. Noi, ci saremo e cercheremo di coinvolgerne altri del team. Continueremo a promuovere questa disciplina, ad allenarla e a viverla con lo stesso entusiasmo con cui abbiamo affrontato questa prima esperienza. Corri. Nuota. Adattati. Ripeti.

Novità

12/03/2026

Hybrid Athlete

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di Hybrid Athlete: l’idea di un atleta capace di sostenere prestazioni di resistenza importanti e, nello stesso tempo, esprimere numeri solidi negli esercizi di forza. Ma per dare un vero significato a questo termine servono punti di riferimento chiari. Non basta correre e fare pesi: un atleta ibrido è qualcuno che riesce a mantenere contemporaneamente livelli credibili sia nella forza che nella resistenza. Alcuni numeri che possono rappresentare un riferimento reale sono questi: Forza - Back Squat → 2 × peso corporeo   - Bench Press → 1.5 × peso corporeo   - Deadlift → 2.5 × peso corporeo   - Shoulder Press → 1 × peso corporeo   - Pull Up zavorrate → 0.75 × peso corporeo   Resistenza - 5 km → 20:00   - 10 km → 42:00   - Mezza maratona → 1h30   Il concetto è semplice: avvicinarsi a questi numeri nello stesso periodo della propria vita sportiva. Nella nostra programmazione la kettlebell ci ha già accompagnato in questo percorso.   Attraverso il lavoro con i kettlebell e con i flow, abbiamo costruito nel tempo una forza relativa reale, ma anche qualcosa di altrettanto importante: la percezione del corpo nello spazio, la ricerca dell’angolo corretto, la coordinazione necessaria per gestire in modo efficace sia la kettlebell che la clubbell. Questo lavoro ci ha dato basi solide: controllo, mobilità, coordinazione e capacità di gestire il carico in movimento. Ora è arrivato il momento del bilanciere. Il bilanciere rappresenta il passo successivo: l’ingresso nel lavoro di forza massima, quella forza che ho sempre considerato un obiettivo da raggiungere con la giusta progressione e nel momento giusto del percorso sportivo. Per questo motivo inizieremo ad inserire nella programmazione alcune sessioni supplementari di forza con il bilanciere.   L’obiettivo non è cambiare subito la struttura degli allenamenti, ma avvicinarci con cautela a questi movimenti e a questi parametri, costruendo tecnica e basi solide. In questa fase la preparazione principale rimane quella per Hyrox e per la Corsa, per chi può dedicarci del tempo, il nuoto, la bici e spero presto anche gli ostacoli al Camp (sempre se ci sarà permesso usarlo).   Le sedute con bilanciere saranno quindi pillole di forza, un lavoro progressivo di avvicinamento. Da settembre la forza entrerà in modo più strutturato nella programmazione.   Per chi vorrà intraprendere questo percorso, la forza sarà uno dei focus del 2027. Questo messaggio è rivolto a chi, nell’ultimo periodo, ha seguito queste idee e ha deciso di dedicarsi all’allenamento con un obiettivo agonistico:   a chi ha seguito la preparazione per la mezza maratona,   a chi sta seguendo la preparazione per Hyrox,   e a chi in futuro vorrà intraprendere la programmazione per una nuova disciplina che sta emergendo: ATHX. La prima gara in Italia sarà il 18 aprile.   Noi non saremo pronti per quella data, ma l’obiettivo è arrivare preparati per provarla davvero nel 2027. Chi mi ama mi segua.

Allenamenti

12/03/2026

La vera forza non è forza bruta.

La vera forza non è forza bruta. È controllo. Al LAB lavoriamo sulla forza in modo diverso. Nel Protocollo B di questo periodo, stiamo lavorando con clubbell con focus in posizione half-kneeling, con il ginocchio sollevato da terra. Una posizione volutamente instabile che obbliga il corpo a fare ciò che deve fare davvero: stabilizzare,controllare,percepire la forza. L’obiettivo non è semplicemente muovere un peso. È dominare il movimento! Utilizziamo strumenti come: La Clubbell, la Kettlebell, per sviluppare quella che considero la vera forza: forza relativa forza coordinata forza controllata Non si costruisce in poche settimane. È una qualità che nasce da anni di pratica, dalla ripetizione del gesto e dalla ricerca continua della tecnica. Il nostro spazio di lavoro è minimale. Quattro tatami. Due metri quadri. Ma è uno spazio sufficiente per lavorare su ciò che conta davvero: il gesto perfetto. Ogni protocollo ha un tempo preciso. In questo caso , in questo periodo,lavoriamo su 45 secondi di complex con clubbell, dove ogni movimento deve trovare il suo timing perfetto per concludere esattamente nel tempo stabilito. Perché nel movimento, come nello sport e nella vita, la differenza non la fa la forza. La fa il controllo della forza. Come dicevo al Marshal, noi dobbiamo essere l’esempio di come si può invecchiare diventando sempre più forti.Solo dopo aver raggiunto un buon livello di controllo della forza, possiamo introdurre gradualmente anche il lavoro di forza massimale, per esempio utilizzando il bilanciere, ma sempre con grande cautela e rispetto della tecnica.Ed è proprio per questo che al LAB dell’Asia Warriors Team partiamo sempre dalla qualità del movimento. Non inseguendo il peso. Ma costruendo atleti forti nel tempo

Eventi

04/03/2026

Roma Ostia Half Marathon 2026

Roma Ostia Half Marathon – 1 marzo 2026 La nostra partecipazione alla Roma Ostia Half Marathon è stata prima di tutto un’esperienza fantastica e formativa. Formativa perché questa gara ci ha ricordato un concetto molto chiaro: la mezza maratona è una distanza impegnativa ma accessibile. È una prova di resistenza che richiede preparazione, disciplina e chilometri nelle gambe, ma non arriva al livello estremo di impegno richiesto da una maratona. Chiunque, con costanza negli allenamenti specifici di corsa e con un adeguato lavoro di potenziamento in palestra, può arrivare alla partenza in condizioni ottimali e vivere una gara di grande soddisfazione. La prestazione degli atleti dell’Asia Warriors Team è stata pienamente in linea con le aspettative della programmazione. Alcuni hanno addirittura migliorato il proprio personal best sulla distanza, come Rosario e Simone, mentre io e Matti abbiamo centrato la prestazione prevista dal piano. Ottima anche la prova di Loretta e della sorprendente Serena, che hanno confermato il percorso di crescita costruito negli allenamenti e la testardaggine estrema nell'avanzare sempre passo dopo passo nonostante tutto. Tuttavia fermarsi alla sola analisi del risultato cronometrico sarebbe riduttivo. Gare come la Roma Ostia hanno un valore che va ben oltre la prestazione. Sono probabilmente l’unica disciplina sportiva in cui si può condividere lo stesso percorso con i campioni della specialità. Quest’anno è stato stabilito anche il nuovo record della gara, con un atleta keniano che ha completato i 21 chilometri in 58 minuti. Una velocità impressionante che rende ancora più significativa l’emozione di correre sulla stessa strada dei migliori al mondo. La corsa rappresenta probabilmente lo sport più democratico che esista. È uno sport dove la tecnica è fondamentale, la preparazione atletica è determinante, ma allo stesso tempo rimane aperto a tutti. Non a caso alla Roma Ostia hanno partecipato oltre 13.000 persone provenienti da ogni parte del mondo. È la mezza maratona più partecipata d’Italia e una delle più veloci, una gara in cui molti atleti cercano di ottenere la propria migliore prestazione. Lo spirito dell’Asia Warriors Team è però quello di coinvolgere tutti nel percorso di crescita. Chi non ha potuto essere presente a Roma ha comunque partecipato simbolicamente alla stessa sfida simulando la mezza maratona in Toscana, la ribattezzata Smab Half Marathon. Claudio, Calogero, Camilla e Giulia hanno completato la distanza dei 21 chilometri ottenendo risultati molto positivi. Questo dimostra che la preparazione è la stessa per tutti: per chi partecipa alle gare ufficiali e per chi costruisce la propria gara sul territorio. Il risultato ottenuto dal gruppo non è frutto del caso. Nella programmazione sviluppata all’interno dell’Asia Warriors Lab abbiamo lavorato su alcuni principi fondamentali. Abbiamo mantenuto un minimo sindacale di chilometri settimanali per costruire la resistenza necessaria, inserito sedute costanti di forza e potenziamento muscolare, gestito le zone di passo individuali e programmato correttamente le fasi di carico e scarico per favorire il recupero. Questo approccio ha permesso agli atleti di arrivare alla gara nelle condizioni previste, senza intoppi e con prestazioni in linea con gli obiettivi stabiliti. La Roma Ostia Half Marathon rappresenta quindi un passaggio importante del percorso, ma non un punto di arrivo. Piuttosto è un punto di partenza per continuare a migliorarsi. La prossima edizione, prevista per il 2 febbraio 2027, potrà diventare un nuovo stimolo per crescere ancora e per affrontare la distanza con maggiore consapevolezza. Questo è lo spirito dell’Asia Warriors Team: allenarsi insieme, crescere insieme e cercare sempre la propria migliore prestazione, rispettando il proprio ritmo ma lavorando con metodo e continuità all’interno di un sistema condiviso. Coach Maddaloni Asia Warriors Team

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