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Le ultime novità

Eventi

04/03/2026

Roma Ostia Half Marathon 2026

Roma Ostia Half Marathon – 1 marzo 2026 La nostra partecipazione alla Roma Ostia Half Marathon è stata prima di tutto un’esperienza fantastica e formativa. Formativa perché questa gara ci ha ricordato un concetto molto chiaro: la mezza maratona è una distanza impegnativa ma accessibile. È una prova di resistenza che richiede preparazione, disciplina e chilometri nelle gambe, ma non arriva al livello estremo di impegno richiesto da una maratona. Chiunque, con costanza negli allenamenti specifici di corsa e con un adeguato lavoro di potenziamento in palestra, può arrivare alla partenza in condizioni ottimali e vivere una gara di grande soddisfazione. La prestazione degli atleti dell’Asia Warriors Team è stata pienamente in linea con le aspettative della programmazione. Alcuni hanno addirittura migliorato il proprio personal best sulla distanza, come Rosario e Simone, mentre io e Matti abbiamo centrato la prestazione prevista dal piano. Ottima anche la prova di Loretta e della sorprendente Serena, che hanno confermato il percorso di crescita costruito negli allenamenti e la testardaggine estrema nell'avanzare sempre passo dopo passo nonostante tutto. Tuttavia fermarsi alla sola analisi del risultato cronometrico sarebbe riduttivo. Gare come la Roma Ostia hanno un valore che va ben oltre la prestazione. Sono probabilmente l’unica disciplina sportiva in cui si può condividere lo stesso percorso con i campioni della specialità. Quest’anno è stato stabilito anche il nuovo record della gara, con un atleta keniano che ha completato i 21 chilometri in 58 minuti. Una velocità impressionante che rende ancora più significativa l’emozione di correre sulla stessa strada dei migliori al mondo. La corsa rappresenta probabilmente lo sport più democratico che esista. È uno sport dove la tecnica è fondamentale, la preparazione atletica è determinante, ma allo stesso tempo rimane aperto a tutti. Non a caso alla Roma Ostia hanno partecipato oltre 13.000 persone provenienti da ogni parte del mondo. È la mezza maratona più partecipata d’Italia e una delle più veloci, una gara in cui molti atleti cercano di ottenere la propria migliore prestazione. Lo spirito dell’Asia Warriors Team è però quello di coinvolgere tutti nel percorso di crescita. Chi non ha potuto essere presente a Roma ha comunque partecipato simbolicamente alla stessa sfida simulando la mezza maratona in Toscana, la ribattezzata Smab Half Marathon. Claudio, Calogero, Camilla e Giulia hanno completato la distanza dei 21 chilometri ottenendo risultati molto positivi. Questo dimostra che la preparazione è la stessa per tutti: per chi partecipa alle gare ufficiali e per chi costruisce la propria gara sul territorio. Il risultato ottenuto dal gruppo non è frutto del caso. Nella programmazione sviluppata all’interno dell’Asia Warriors Lab abbiamo lavorato su alcuni principi fondamentali. Abbiamo mantenuto un minimo sindacale di chilometri settimanali per costruire la resistenza necessaria, inserito sedute costanti di forza e potenziamento muscolare, gestito le zone di passo individuali e programmato correttamente le fasi di carico e scarico per favorire il recupero. Questo approccio ha permesso agli atleti di arrivare alla gara nelle condizioni previste, senza intoppi e con prestazioni in linea con gli obiettivi stabiliti. La Roma Ostia Half Marathon rappresenta quindi un passaggio importante del percorso, ma non un punto di arrivo. Piuttosto è un punto di partenza per continuare a migliorarsi. La prossima edizione, prevista per il 2 febbraio 2027, potrà diventare un nuovo stimolo per crescere ancora e per affrontare la distanza con maggiore consapevolezza. Questo è lo spirito dell’Asia Warriors Team: allenarsi insieme, crescere insieme e cercare sempre la propria migliore prestazione, rispettando il proprio ritmo ma lavorando con metodo e continuità all’interno di un sistema condiviso. Coach Maddaloni Asia Warriors Team

Società

27/02/2026

Coscienza e Regole

La ASD Asia Warriors Team è nata nel 2016 ed è regolarmente iscritta all’Agenzia delle Entrate come Associazione Sportiva Dilettantistica. Da sempre siamo attenti a rispettare le regole associative. Una su tutte: avere sempre a disposizione un defibrillatore (DAE). Ce lo chiede la legge, ma soprattutto ce lo chiede la coscienza. A distanza di anni è importante ribadirlo: il defibrillatore non deve solo esserci, deve essere sempre funzionante, deve essere controllato regolarmente, deve essere revisionato e soprattutto bisogna saperlo usare. Per questo: • il nostro DAE viene controllato con regolarità, • viene revisionato ogni anno, • e noi operatori facciamo il corso BLSD con aggiornamento periodico. Siamo una piccola associazione, ma posso dire con orgoglio che la maggior parte di noi è formata per utilizzare il defibrillatore. Non perché “ce lo impone la legge”, ma perché se succede qualcosa, la vita di una persona può dipendere da noi. E qui voglio dirlo chiaramente a tutti gli operatori dello sport: che siate laureati o non laureati, che abbiate mille attestati o uno solo, dovete avere anche la capacità di intervenire in caso di emergenza. Perché quando è in gioco la vita di un allievo, di uno studente, di un atleta, non conta il curriculum. Conta essere pronti. E se non lo siete, oltre al problema legale, vi resta addosso un peso enorme a livello umano e di coscienza. Essere in regola non serve solo per evitare una multa. Serve per dormire sereni la notte. Serve per essere davvero operatori dello sport e del benessere. Oggi abbiamo mandato in pensione il vecchio e abbiamo acquistato il nuovo defibrillatore. Un investimento dovuto. Un investimento doveroso. Un investimento che noi della ASD Asia Warriors Team abbiamo fatto molto, ma molto volentieri. Perché la sicurezza non è un optional. È parte del nostro modo di fare sport.

Eventi

01/01/2026

2026

Che il 2026 sia un anno ricco di moto e chilometraggio. Chilometri in pianura, su sterrato e su asfalto. Chilometri collinari, chilometri di trail, chilometri che insegnano a leggere il terreno e a resistere. A chi capirà che la bicicletta può essere, sempre, una grande alleata: chilometri e chilometri in sella, a costruire motore, testa e continuità. A chi sceglierà di nuotare, in acqua libera o in piscina: perché il nuoto darà sempre un contributo reale alla prestazione e alle articolazioni. A chi impugnerà le clavi in side cast e bulgarian squat. A chi aprirà le falangi in overhead stringendo la kettlebell, nei cento e oltre snatch, uno dopo l’altro. A chi spingerà la slitta e a chi la tirerà. A chi macinerà chilometri allo ski, al rematore, a chi cercherà fiato, ritmo e resilienza. A chi sul tatami apprenderà nuove sequenze di flow. A chi picchierà duro sul sacco. A chi andrà oltre ogni ostacolo, fisico e mentale, aggrappandosi con forza e agilità da primate. A chi non smetterà di lottare quando diventa difficile. E infine, a chi programmerà, imposterà e analizzerà gli allenamenti: con il proprio device, con le proprie applicazioni, contando i giorni, registrando ogni attività, per rendere il 2026 ancora più ricco del 2025, giorno dopo giorno. Perché Asia Warriors Team non è solo allenamento. È un sistema. È una filosofia di vita che dura negli anni. Un percorso che ci rende sempre più forti, più consapevoli dei nostri mezzi, capaci di migliorare giorno dopo giorno, di acquisire nuove abilità e, anno dopo anno, dare sempre, sempre il massimo. Coach Maddaloni.

Allenamenti

25/11/2025

10 K

TEST DEI 10.000 METRI — PERCHÉ È FONDAMENTALE PER OGNI ATLETA IBRIDO Nel percorso di crescita dell’Asia Warriors Team, il test dei 10.000 metri rappresenta uno degli appuntamenti più importanti dell’anno. Non è “solo una corsa”: è una verifica, una misurazione, un punto di riferimento attorno al quale costruiamo tutta la programmazione di forza e resistenza dei mesi successivi. È il momento in cui mettiamo insieme tecnica, metodo, strategia, integrazione, gestione dello sforzo e ascolto del corpo. Un test che vale per tutti — a prescindere dall’età — perché il cronometro non giudica… misura. PERCHÉ I 10.000 METRI SONO COSÌ IMPORTANTI 1. PERCHÉ DEFINISCONO LO “STATO DI FORMA REALE” I 10 km corsi bene rappresentano il miglior compromesso tra: * resistenza, * capacità di sostenere un ritmo di soglia, * efficienza di corsa, * gestione mentale dello sforzo. Si tratta della distanza in cui l’atleta ibrido (forza + resistenza) può esprimere il massimo equilibrio tra le due qualità. 2. PERCHÉ SONO SCIENTIFICAMENTE AFFIDABILI I test sui 10.000 metri sono tra i più utilizzati nella metodologia moderna per stimare: * soglia lattacida, * VO₂max stimato, * ritmo gara sostenibile, * stato di freschezza/metabolismo, * capacità di costruire progressione. La distanza è abbastanza lunga da “dire la verità”, ma non così lunga da essere influenzata da variabili troppo complesse come una mezza maratona. 3. PERCHÉ SONO PERFETTI PER UN ATLETA IBRIDO Come Asia Warriors Team, la nostra filosofia è chiara: essere forti, resistenti, agili e completi tutto l’anno. I 10 km riassumono questo concetto: * la forza costruita al Lab permette stabilità e spinta; * il lavoro aerobico crea base; * il lavoro di qualità (Fartlek, salite, variazioni) sviluppa velocità controllata. Il test ci dice se stiamo bilanciando tutto in modo efficace. IL MOMENTO PERFETTO PER FARLO: ORA I migliori test sui 10.000 si ottengono con temperature comprese tra 8°C e 12°C. Quasi tutti i Personal Best mondiali e amatoriali avvengono in questo range. Perché? * meno rischio di surriscaldamento, * migliore rendimento cardiaco, * più stabilità nella gestione del ritmo, * percezione dello sforzo più bassa. Siamo a inizio dicembre, nel pieno della finestra ideale. COME AFFRONTEREMO IL TEST DEI 10.000 METRI 1. RISCALDAMENTO DI QUALITÀ 10 minuti di corsa in progressione (Z1 → Z2). Poi 5 minuti di respirazione controllata + attivazione dinamica (salti, mobilità, skip leggero). Il riscaldamento è un acceleratore di performance, non un dettaglio secondario. 2. STRATEGIA DEI PRIMI 5 KM La regola è una sola: non bruciarsi. Imposteremo il ritmo basandoci su: * ultimo test, * stima di Garmin, * sensazioni CONSERVATIVE. Primi 5 km: * ritmo costante, * controllo tecnico, * economia di corsa, * respirazione stabile. Questa è la base che decide tutto. 3. NUTRIZIONE DURANTE IL TEST Concetto chiave: A ritmo soglia utilizzi principalmente glucosio. Se non integri → “muro”. Per evitarlo: ➡️ dopo i primi 5 km, assumere 20-30 g di carboidrati (gel a rapida assimilazione). Ti mantiene lucido, ti dà spinta mentale, evita cali improvvisi. 4. SECONDI 5 KM: PROGRESSIONE Qui si decide il test. Negli ultimi 5000 metri: * incrementare gradualmente, * rimanere tecnici, * entrare nel ritmo gara alto, * spingere con lucidità. Il test si chiude forte ma non caotico. 5. DEFATICAMENTO Subito dopo: * 5 minuti di jogging leggero, * stretching dei principali distretti. L’obiettivo è riportare il corpo in ordine senza stress. 6. RESPIRAZIONE E RECUPERO Il test porta la FC molto in alto. Per questo la sessione si conclude a casa con: ➡️ 3–5 minuti di respirazione diaframmatica profonda I dati su Garmin confermano: * crollo dello stress, * miglior recupero, * adattamento più efficiente. L’USO INTELLIGENTE DELLA TECNOLOGIA Quello che stiamo facendo non è teoria. È ciò che ho testato su me stesso per tutta la stagione e al Triathlon Olimpico d'Iseo ho corso i 10000 in 45:16 dopo nuoto e corsa poco sopra la previsione Garmin, Il segreto? Tecnica + programmazione + tecnologia. Uno smartwatch usato bene: * non è un accessorio, * è un alleato, * è un moltiplicatore di performance. Quando lo porti sempre al polso, quando i dati sono coerenti, Garmin diventa incredibilmente preciso, soprattutto nelle: * previsioni ritmo gara, * stima soglia, * valutazioni carico/recupero. Garmin non dice sciocchezze. Dice solo la verità… se gli dai i dati giusti. PERCHÉ IL TEST DEI 10K È ANCHE UN TEST MENTALE Perché ti costringe a: * rispettare un ritmo, * non strafare, * avere disciplina, * controllare la tensione, * gestire l’adrenalina, * correre con la testa tanto quanto con le gambe. Ci allena a essere ciò che vogliamo essere: atleti ibridi completi, capaci di forza e resistenza, tecnica e strategia. IL TEST NON È SOLO UNA PROVA: È UN PUNTO DI PARTENZA Il risultato non va “giudicato”, va interpretato. Se esce bene → costruiamo sopra. Se esce meno bene → capiamo perché e sistemiamo. In entrambi i casi… è un successo. Ci darà: * le zone corrette per i prossimi allenamenti, * i ritmi da usare nelle variazioni, * la soglia più precisa, * la base della preparazione invernale. Da qui parte tutto. CONCLUSIONE Che tu sia un guerriero esperto o un atleta in crescita, il test dei 10.000 è un punto fermo della stagione. È onesto, diretto, meritocratico. Non guarda l’età, guarda il lavoro svolto. È il nostro modo di misurare chi stiamo diventando. Io ci sono. E per chi vuole davvero provarci, farò del mio meglio per portarvi al vostro picco, uno per uno. Run Like a Bullet, Run Like a Warrior.

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